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Gone Baby
Gone
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Regia |
Ben Affleck |
| Attori |
Casey Affleck
Michelle Monaghan
Morgan Freeman
Ed Harris
John Ashton
Amy Ryan
Amy Madigan
Titus Welliver |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
114 |
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Trama |
Patrick Kenzie è un bostoniano da sempre e questo gli ha consetito di
conoscere così tante persone da fargli decidere di divenire detective
privato. Nella professione è aiutato dalla sua compagna Angie Gennaro. Un
giorno i due giovani investigatori si vedono contattare perché coadiuvino la
polizia nelle ricerche di Amanda, una bambina di quattro anni scomparsa
recentemente. Non è però la poco affidabile e tossicodipendente madre Helene
a cercarli ma gli zii della bambina. Nonostante la contrarietà del capo
della polizia locale Jack Doyle i due si mettono all'opera coadiuvati da due
poliziotti che Doyle assegna loro come aiutanti. L'indagine non è facile
anche perché finirà con il mettere in gioco delle complesse scelte morali.
Ben Affleck, al suo debutto dietro la macchina da presa fa subito centro con
un film di genere che va oltre il genere per affrontare delicati temi legati
al rapporto tra adulti e bambini. L'unica pecca del film è il titolo che,
somigliando a quello di una canzone che potrebbe essere dei Bee Gees così
come dei Platters, rischia di avere un contenuto diverso da quello che
invece possiede. D'altronde si tratta del titolo originale di un romanzo
scritto da Dennis Lehane che è (oltre che l'autore di quattro storie che
hanno al centro Patrick e Angie) colui che ha scritto "Mystic River".
Scusate se è poco. Si potrebbe dire che con un autore così alle spalle
chiunque avrebbe potuto ottenere un buon risultato ma, purtroppo, diverse
esperienze di trasposizioni non riuscite non confortano questa valutazione.
Così, lo ripetiamo, onore a Ben Affleck che si è per di più assunto l'onere
di offrire un ruolo importante al meno noto fratello Casey affiancandogli
dei comprimari come Morgan Freeman ed Ed Harris che possono mettere in
difficoltà anche attori molto più rodati di lui.
Invece Casey Affleck e Michelle Monaghan offrono il ritratto di una coppia
capace di uscire dagli stereotipi di genere e capace di attraversare una
città rivisitata non da troppo tempo sotto l'ottica del malaffare (The
Departed) mostrando la complessità del male che si insinua non nei grandi
traffici ma davvero sotto lo zerbino della porta accanto.
La stessa inflessione di Affleck nell'originale risulta un misto di
determinazione e timidezza, offrendo al personaggio uno spessore insolito.
Perché, se è vero che ancora una volta un romanzo di Lehane torna a scavare
nell'intimo delle coscienze cercando di leggere il talvolta inestricabile
groviglio tra torti e ragioni, a portarlo sullo schermo è un regista che sa
scegliere gli attori. Lo si vede, al di là dei nomi citati,
nell'interpretazione offerta da Amy Ryan nel ruolo della madre della
bambina. Le sue dichiarazioni dinanzi alle telecamere dopo la sparizione
della figlia mettono in luce, con una naturalezza difficile da raggiungere
al cinema, la profonda povertà materiale e morale della donna mista alla sua
ignoranza. In quel momento sembra di assistere a uno dei nostri telegiornali
infarciti fino all'inverosimile di cronaca nera e dei suoi attori. Quelli,
purtroppo, veri.
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