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Finalmente
a casa
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Regia |
Steve Carr |
| Attori |
Ice Cube
Nia Long
John C. McGinley
Aleisha Allen
Philip Bolden
Jonathan Katz
Linda Kash
Alexander Kalugin
Dan Joffre |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
92 |
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Trama |
Nick Persons si è sposato ed è andato a vivere in periferia: invece di
trovare pace, serenità e relax, si trova a dover affrontare numerosi
problemi derivanti dallo stato di assoluto degrado in cui versa la sua nuova
magione e per l'asfissiante presenza di un bislacco imprenditore.
Fortunatamente, si può sempre contare sull'aiuto della famiglia¿o no?
Forse in molti non potrebbero nemmeno immaginarlo, ma Finalmente a casa è il
remake di un film degli anni '40 interpretato da uno dei più eleganti,
intelligenti e magnetici attori di quel periodo: Cary Grant. Già con queste
premesse, il fardello gravante sulle spalle di Ice Cube, passato in
scioltezza da mediocri action movie (Torque) a mediocri film per famiglie,
appare insostenibile. Se poi aggiungiamo anche una sceneggiatura a dir poco
sconcertante, la frittata è fatta. Sbertucciato in America oltre la soglia
della decenza e del pudore, Finalmente a casa è oggettivamente un vero e
proprio oggetto misterioso: non si capisce infatti né la ragion d'essere del
film, sequel di un flop, né come ci si possa essere messi a girare senza
avere uno straccio di script o dialogo che valga la pena di essere trasposto
sullo schermo.
Un'ora e mezza di nulla assoluto attende minacciosa lo spettatore: tutte le
gag, che si contano sulle dita di una mano monca, sono presenti nel trailer
del film, mentre ciò che rimane sono dialoghi da serie tv di quart'ordine e
slapstick trite e ritrite. Normalmente in questi casi a salvare il salvabile
dovrebbe accorrere la simpatia del protagonista. Che il rapper ci metta
della buona volontà, è indubbio: certo, se non trascorresse quasi tutta la
durata del film con l'espressione di uno a cui hanno rigato la portiera
della macchina appena comprata, forse la verve ne guadagnerebbe, ma il
problema di Finalmente a casa non sta certo (o meglio, non solo) nella
recitazione degli interpreti, ma anche nella sceneggiatura, nella regia o,
più prosaicamente, in tutto.
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