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Family
Game
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Regia |
Alfredo Arciero |
| Attori |
Elena Bouryka
Eros Pagni
Fabio Troiano
Manuela Spartà
Mattia Cicinelli
Sandra Ceccarelli
Stefano Dionisi
Ugo Pagliai |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
94 |
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Trama |
La famiglia Pagni vive nel benessere. Vittorio ha un lavoro prestigioso, una
bella moglie, una villa in campagna e un'amante in città. Aspira alla
poltrona di direttore della clinica privata dove esercita la professione di
chirurgo, un desiderio che sta per realizzarsi con l'approssimarsi del
pensionamento del suo capo e mentore. In casa però l'atmosfera è tesa e i
primi a risentirne sono i figli. Matteo, il più piccolo, sogna una famiglia
migliore giocando e immedesimandosi in un videogioco con il quale può
cambiare virtualmente la realtà. Martina vive con disagio la sua età
adolescenziale ed è in conflitto con la madre. Quando Andrea, il fratello
minore di Vittorio, uscirà dal centro di recupero per tossicodipendenti e
andrà ad abitare con loro, farà emergere i problemi. Perché Vittorio
nasconde un segreto.
Lo scontro generazionale, nel film di Alfredo Arciero, avviene su più
livelli. C'è lo scontro tra i figli e i genitori, tra i due fratelli
(Vittorio e Andrea) - così diversi per stile e scelte di vita - e tra i due
fratelli e il padre autoritario. Quella ritratta dal regista di Dio c'è è
una fotocopia di molte famiglie (italiane e non) nelle quali non si comunica
più e dove troppo spesso ci si ripara dietro a facciate convenzionali - come
l'andare a messa la domenica mattina - per nascondere agli occhi degli altri
limiti e difetti. È, ancora, uno specchio del Paese in cui viviamo: una
società che sembra promuovere l'apparire e non l'essere.
L'idea di inserire nella narrazione un elemento in più, come quello del
videogioco che simula la realtà, sarebbe stata funzionale al film se a voler
sfuggire alla quotidianità e ai drammi familiari fosse stata la moglie di
Vittorio, Lisa (la bravissima Sandra Ceccarelli). Sarebbe stato molto più
interessante vedere una donna proiettare i suoi desideri di moglie
insoddisfatta in un gioco che invece, in mano a un bambino, appesantisce la
trama.
È pur vero che il fenomeno dei Sims (il videogame al quale il film si
ispira) ha scatenato le preoccupazioni dei genitori nel momento in cui i
figli simulavano, al pc, ruoli da adulti. Ma per affrontare un tema del
genere sarebbe stato necessario affidare la parte a un bambino attore più
convincente. In più, la voce fuori campo del videogame - meccanica e falsa -
che spiega le regole del gioco, risulta stucchevole dopo appena cinque
minuti di film.
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