|
Eldorado Road
|
 |
Regia |
Bouli Lanners |
| Attori |
Bouli Lanners
Fabrice Adde
Philippe Nahon
Françoise Chichéry
Didier Toupy
Jean-Luc Meekers |
| Paese,
Anno |
Belgio, Francia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
85 |
|
|
Trama |
Yvan è un solitario e irascibile commerciante d'auto d'epoca che vive alla
periferia di Liegi. Rientrando a casa, un giorno, sorprende un ragazzo che
ha appena tentato di derubarlo. Paziente ma inflessibile, Yvan attende per
tutta la notte che il ladro esca da sotto il letto, quindi, anziché chiamare
la polizia, colto da un impeto d'affetto, si offre di accompagnarlo dai suoi
genitori, ai confini con la Francia. Insieme, all'avventura, condividono e
annullano le reciproche solitudini, almeno per il tempo del viaggio.
Ci voleva, pare, Bouli Lanners per convincerci che il Belgio è il territorio
adatto per un road movie. Ci voleva per forza Bouli Lanners per interpretare
Yvan e riempire di sfumature un percorso altrimenti silenziosissimo, a bordo
di una Chevrolet del '79, in compagnia di un ragazzino tossicodipendente che
non si leva mai il cappello ma sembra aver qualcosa lì sotto, nel cervello,
che funziona e che potrebbe aiutarlo a vivere meglio, se solo lui gli desse
l’opportunità di uscire allo scoperto. Ci voleva sempre Bouli Lanners per
spacciare per un piccolo film, all'apparenza pressoché disabitato, un saggio
di ottimo cinema.
Eldorado - che la versione italiana rinomina Eldorado Road - è un titolo
sproporzionato e letteralmente fuori luogo, che richiama una terra mitica,
nella quale la ricchezza non esiste e gli uomini vivono felici: nessuna
associazione con le piatte lande della Vallonia o la periferia urbana,
infestata dalla piaga della misera umana.
Eppure, finché girano le quattro ruote, mentre il paesaggio scorre fuori dal
finestrino come scorrono i fotogrammi sullo schermo, Yvan e Elie si
ritrovano a non mancare di nulla (nemmeno dei generi alimentari, sottratti
ad un benzinaio noncurante) e a veder nascere un rapporto, il loro, dopo che
si sono appena confessati di soffrire, ognuno a proprio a modo, per una
serie di relazioni trascurate, perché, in fondo, erano sempre lontano quando
era importante che fossero vicino. Ma il cinema - come la vita - è spazio e
tempo: si possono coprire lunghe distanze, ma a volte non basta, a volte è
troppo tardi.
Lanners prende in prestito dalla lezione americana i cieli da western e il
mito della libertà per raccontarne l'altra faccia della medaglia, in un
mélange di tristezza e idiozia che si fa amare per come rifugge snobismi e
patetismi, appostati dietro l'angolo. Con il suo corpo pesante e
l'espressione che scansa il sorriso, il sottofondo musicale hippy e il
passato tragico, il suo personaggio ricorda un po' il John Goodman del
Grande Lebowski ma l'America, qui, è solo un sogno, il Belgio è breve, il
viaggio è già finito.
|
Cover
Per scaricare la Cover, cliccare sull'immagine per ingrandirla.
Si aprirà una nuova finestra, a questo punto cliccare
con il tasto destro del mouse sull'immagine appena aperta
e dal menù a discesa scegliere: Salva immagine con nome
|

|
| |
|