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Edmond
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Regia |
Stuart Gordon |
| Attori |
Frances Bay
Joe Mantegna
Julia Stiles
Ling Bai
Mary Castro
Mena Suvari
Patricia Belcher
Rebecca Pidgeon
William H. Macy
Wren T. Brown |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Thriller |
| Durata
(Minuti) |
82 |
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Trama |
Edmond, una vecchia piece teatrale di David Mamet, è l'inquietante script
"tutto in una notte" che sorregge questo grottesco film diretto da Stuart
Gordon, amico di vecchia data del drammaturgo, e autore del cult gore anni
'80 Re-animator. La storia è quella di una sanguinosa discesa negli inferi
dell'orrore mentale che nasce da una semplice constatazione: «Ogni paura
nasconde in realtà un desiderio».
Questa è l'idea che guida la parabola morale di Mamet, autore da sempre
affezionato al noir e alla notte, territorio misterioso nel quale vengono
proiettati incubi, frustrazioni e desideri repressi.
Il protagonista del film, Edmond, è un insignificante impiegato di mezza età
che una sera, dopo aver lasciato la moglie, abbandona la sua scialba e
abitudinaria esistenza per immergersi nella pericolosa notte metropolitana.
Ma i tarocchi letti da un'indovina prevedono solo sventure, e così sarà.
Comprato un coltello risalente alla prima guerra mondiale, l'uomo darà sfogo
in ogni modo, con cameriere e prostitute incontrate lungo la via, ai suoi
istinti repressi e al razzismo a lungo taciuto, concludendo il suo viaggio
notturno nel letto di un carcere, accanto a un energumeno afroamericano che
lo ha appena sodomizzato.
Una sorta di viaggio iniziatico verso l'ironica ed esorcizzante scoperta di
un'omosessualità fino ad allora repressa perché temuta, e quindi - secondo
Mamet - desiderata.
Brillantemente interpretato da William H. Macy, represso per eccellenza del
cinema d'autore americano (Boogie Nights, Magnolia, Fargo), qui affiancato
da una galleria di attori mametiani (che va da Joe Mantegna a Denise
Richards, fino ad arrivare alla moglie del drammaturgo Rebecca Pidgeon),
Edmond è un grottesco noir metropolitano che, come l'inquietante notte Fuori
orario di Scorsese, trova la sua forza in una struttura vertiginosa e
incalzante che non lascia tregua dall'inizio alla fine.
Un film angosciante e mostruoso, che ha il merito di svelare, senza
moralismi e con una buona dose di feroce ironia, come l'odio e il razzismo
siano le malattie civili del nostro secolo.
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