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Dr. Plonk
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Regia |
Rolf De Heer |
| Attori |
Nigel Lunghi
Paul Blackwell
Magda Szubanski
Wayne Anthoney
Quentin Kenihan
Mike Rann
Phoebe Paterson de Heer
Joshua Jaeger |
| Paese,
Anno |
Australia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
83 |
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Trama |
Preparatevi, la fine del mondo sta per arrivare. Anno Domini 1907, lo
scienziato pazzo conosciuto col nome di Dr.Plonk è giunto, dopo doviziose
ricerche, a una inappellabile sentenza: l'apocalisse è vicina, gli esseri
umani svaniranno nel nulla cento anni dopo, più precisamente nel 2008. Dopo
la reazione scomposta e divertita dei suoi "contemporanei", il dr. Plonk
mette a punto una macchina che lo farà viaggiare nel tempo e nello spazio
alla ricerca della prova che stupirà il mondo intero.
Rolf De Heer, regista australiano sperimentatore di generi, si diletta
stavolta con una geniale perla che farà ridere a crepapelle la sua platea.
Girata totalmente in bianco e nero, la pellicola è un omaggio al cinema
primitivo, quello che negli anni successivi alla sua nascita si divertiva a
stupire le folle di neospettatori alle prese con la nuova mirabilia.
Gusto per la gag e per la magia - di cui il cinema è il legittimo erede - De
Heer crea un universo di personaggi unici e indimenticabili: il maldestro
Plonk e il suo aiutante Paulus (sordomuto come il cinema che interpreta),
richiamato all'ordine a suon di calcioni nel sedere, unico modo per renderlo
presente a se stesso e agli altri; l'attraente Mrs. Plonk, donna d'altri
tempi gelosa e piuttosto ingombrante; un cane tuttofare che, in ogni
situazione, trova il suo diversivo in una minuscola pallina da tennis che
segue dappertutto.
Un po' Lumiere e un po' Meliès, di cui De Heer ricorda le gesta (l'uscita
dalla fabbrica, il passaggio del treno, i trucchi di magia), fino a
trasformare il suo lungometraggio in qualcosa di assolutamente godibile e
originale, tappa obbligata per tutti gli amanti del cinema vecchio e nuovo.
E non è un caso, se il nuovo mondo - quello futuro - è del tutto simile al
vecchio, salvo per un piccolo particolare: lo strano comportamento degli
esseri umani di fronte a una scatola luminosa che intimorisce e conquista.
La prova di una fine del mondo che solo il cinema può ancora testimoniare.
Si salvi chi può.
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