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Dopo il matrimonio
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Regia |
Susanne Bier |
| Attori |
Christian Tafdrup
Frederik Gullits Ernst
Mads Mikkelsen
Rolf Lassgård
Sidse Babett Knudsen
Stine Fischer Christensen |
| Paese,
Anno |
Danimarca, Svezia - 2006 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
120 |
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Trama |
Jacob vive da molti anni in India, dove ha iniziato e abbandonato diversi
progetti di volontariato, è stato lasciato dalla donna che amava e ha
disperatamente tentato di sfuggire alla sua condizione di alcolizzato e
dimenticarsi della sua anima perduta. Costretto a tornare in patria per
ottenere una cospicua donazione che gli permetta di continuare a occuparsi
dell'orfanotrofio dove si è ritagliato il ruolo di buon samaritano, Jacob
ritroverà un pezzo del suo passato che inevitabilmente gli cambierà la vita.
Dismessi i panni di prete anticonvenzionale alle prese con una parrocchia di
pecore smarrite (Le mele di Adamo) Mads Mikkelsen torna sul grande schermo
con un personaggio più profondo e "tridimensionale" ma anche meno ironico di
come ce lo ricordavamo. È di nuovo Anders Thomas Jensen a delineare le
caratteristiche del protagonista - limitandosi però a scrivere la
sceneggiatura insieme a Susanne Bier - rinnovando così la collaborazione
avviata con Open Hearts. Di quel Le mele di Adamo di cui Jensen era regista,
Dopo il matrimonio possiede qualche tonalità appena accennata (quasi fosse
frutto di un puzzle stravolto), spennellata attraverso una storia drammatica
e paradossale. A inscenare questo carosello di emozioni e vicissitudini,
seguito quasi sempre dalla camera a mano - per avvicinarsi alle personalità
degli interpreti e divenire una sorta di specchio dell'anima attraverso
riprese in stile simil-dogma - alcuni tra gli attori più convincenti della
Scandinavia: lo svedese Rolf Lassgård nella parte di Jørgen, il ricco
investitore, e la danese Sidse Babett Knudsen in quella della moglie Helene,
oltre al già citato Mikkelsen. Nulla è lasciato al caso, anche le immagini
delle foglie mangiate e dell'animale morto lungo la strada rappresentano un
punto focale del film; il risvolto della trama è forse presentato in maniera
semplicistica, e non giunge inaspettato, ma la Bier è capace di emozionare e
commuovere, e evitare, per un pelo, un finale banale.
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Cover
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