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Die Hard
Vivere o morire
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Regia |
Len Wiseman |
| Attori |
Bruce Willis
Cliff Curtis
Cyril Raffaelli
Jeffrey Wright
Justin Long
Maggie Q
Mary Elizabeth Winstead
Timothy Olyphant |
| Paese,
Anno |
Inghilterra, USA - 2007 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
130 |
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Trama |
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Quando un gruppo di cyber-terroristi stacca la spina degli U.S.A., gettando
l'intero paese nel panico, le autorità federali e l'esercito brancolano
letteralmente nel buio. Il veterano John McClane, ancora una volta nel posto
sbagliato al momento sbagliato, si troverà così a dover affrontare una
minaccia globale da parte dei propri storici nemici giurati: terroristi e
tecnologia. L'agente di polizia più coriaceo in circolazione, avvalendosi in
questa occasione dell'aiuto di un giovane pirata informatico, può aver perso
il pelo ma non il vizio di prendere di petto le situazioni, e conosce sempre
e solo un modo di raddrizzare le cose: di prepotenza. Nell'era dei sequel
anacronistici, quella per intenderci in cui Rocky Balboa delude e Rambo 4 è
sulla buona strada, la notizia è che Die Hard - Vivere o Morire soddisfa le
aspettative. Bruce Willis torna a impersonare l'eroe che gli ha regalato la
notorietà, John McClane, e lo fa da maestro, fondendosi completamente con il
personaggio in un contesto attento e coerentemente sbruffone: niente più
trappole di cristallo o aeroporti, sulla scia di Die Hard 3 gli spazi si
aprono definitivamente per regalare al personaggio una libertà di movimento
tale da renderlo completo. Lasciando da parte ovvie quanto tediose letture
relative ai tempi che corrono e varie interpretazioni più o meno
interessanti, è sicuramente più pertinente sottolineare che sotto la regia
dell'aitante Len Wiseman l'azione fa ancora una volta la voce grossa, e lo
fa in modo spavaldo. Prendendosi libertà che corrono il rischio di
ridimensionare le imprese passate del protagonista, si danza sul filo
dell'eccesso per quanto riguarda la verosimiglianza di alcune sequenze e di
conseguenza dell'intera vicenda, ma a conti fatti stiamo parlando di John
McClane, l'ultimo vero cowboy: non resta quindi che andare al cinema, perché
di questo si parla, e godersi lo spettacolo. In definitiva, per rispondere
ai fanatici del paragone, seppur non in grado di coinvolgere quanto i
capitoli precedenti, né di bissarne l'impatto, il quarto episodio della saga
è tosto al punto da giustificare appieno la propria esistenza.
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