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Diario di
uno Scandalo
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Regia |
Richard Eyre |
| Attori |
Alice Bird
Andrew Simpson
Bill Nighy
Cate Blanchett
Judi Dench
Juno Temple
Max Lewis |
| Paese,
Anno |
Inghilterra - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
92 |
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Trama |
Barbara è un'insegnante londinese ormai vicina alla pensione e poco amata
dai colleghi. La sua vita solitaria trova consolazione nella gatta Porzia e
nella regolare tenuta di un diario. Un giorno arriva nella scuola una
giovane e attraente insegnante, Sheba, sposata con un uomo più maturo di lei
e con due figli adolescenti, di cui uno affetto dalla sindrome di Down.
Barbara inizialmente la critica e poi scopre la sua relazione sessuale con
un allievo quindicenne. Da questo momento è consapevole di avere in pugno
quella che vorrebbe fosse per lei un'amica e anche qualcosa di più.
Il regista Richard Eyre si è affidato a uno sceneggiatore di eccezione come
Patrick Marber (molti ricorderanno Closer di Mike Nichols, adattato da
Marber da una sua opera teatrale) per trasporre al cinema il romanzo in
bilico tra comicità e dramma di Zo Heller. L´operazione è riuscita grazie
anche alla notevole performance delle due protagoniste.
Si tratta di due scuole di recitazione che si confrontano attraverso due
star. La Dench con un'espressività contenuta che gioca tutto sui piccoli ma
percettibili movimenti del volto e sulla parola. La Blanchett che invece dà
al suo personaggio una vitalità serena e tormentata al contempo.
La storia, se vogliamo, è di quelle note e che hanno toccato il vertice del
successo con film come Attrazione fatale: qualcuno che ricatta qualcun altro
convinto in tal modo di poterne conquistare l´amore. Notes on a Scandal si
spinge però più oltre su due versanti. Affronta infatti il tema della
pedofilia al femminile che spesso viene poco considerata. Un uomo che ha
relazioni sessuali con una minorenne viene in qualche modo considerato più
"colpevole" dal senso comune rispetto alla situazione inversa. L´abuso
sembra essere considerato come meno forte, forse anche perché
statisticamente meno rilevato. C´è però, ed è forse ancora più interessante,
la lettura di due fragilità. La prima, quella di Barbara, chiusa in
un´apparentemente inviolabile fortezza di solitudine e pronta a fare del
male pur di avere ciò che ritiene il proprio ´bene´. L´altra, quella di
Sheba, che sembra cercare nel rapporto sessuale con lo studente adolescente
una completezza che la Natura non ha donato a suo figlio. Sarà interessante
alla fine scoprire se ci sono dei vincitori o solo dei perdenti. Proprio per
questo, se decidete di vederlo, non fatevi anticipare nulla sul finale.
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