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Dante 01
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Regia |
Marc Caro |
| Attori |
Lambert Wilson
Linh Dan Pham
Dominique Pinon
François Hadji-Lazaro
François Levantal
Dominique Bettenfeld
Yann Collette
Lotfi Yahya Jedidi |
| Paese,
Anno |
Francia - 2008 |
| Genere |
Fantascienza |
| Durata
(Minuti) |
88 |
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Trama |
Nella prigione spaziale Dante 01, in orbita nell'atmosfera, sono rinchiusi
sei pericolosi criminali che hanno scongiurato la pena capitale,
sottoponendosi a sperimentali esperimenti genetici. Monitorati costantemente
da scienziati e secondini, i detenuti provano a resistere ai soprusi e alle
disumane condizioni di detenzione. Istigati da Cesare, il loro leader
aggressivo e paranoico, organizzano in gran segreto un piano per evadere.
L'arrivo di San Giorgio, un prigioniero illuminato dotato di poteri
straordinari e capace di "rimettere" debiti e peccati, sconvolgerà però la
routine del penitenziario, determinando il destino di oppressi e oppressori.
Dopo il condominio grottesco di Delicatessen e il porto fiabesco della Città
dei bambini perduti, Marc Caro torna dietro alla macchina da presa e crea
questa volta un universo fantascientifico, abitato da criminali condannati
alla solitudine, all'angoscia e agli inganni della memoria.
Se Danny Boyle in Sunshine spediva nello spazio un manipolo di scienziati
per riattivare il sole, Caro spara nell'atmosfera una stazione spaziale col
suo carico di prigionieri, riproponendo la fuga e il dramma di un
tradizionale prison-movie e scatenando un'indagine filosofica-religiosa.
Snobbando la fantascienza ludica e spettacolare di Guerre stellari e
aspirando allo spazio "intelligente" in cui viaggia l'Odissea di Kubrick e
in cui orbita il Solaris di Tarkovskij, il regista francese avvia una
ricerca spirituale senza riuscire a darne conto.
In Dante 01 non c'è un passato, non ci sono legami o relazioni con
l'esterno, non ci sono indugi psicologici e in fondo non c'è nemmeno un
futuro, perché del destino degli evasi non sappiamo nulla e l'unico dato
certo è un presente assoluto che corre verso la fine e verso l'impatto con
l'infernale pianeta Dante. Ci sono invece azioni e gesti, oggetti e volti,
silenti ed efficaci come quello di Lambert Wilson. Ci sono gli spazi (nello
spazio) e le luci. Ci sono i personaggi e i luoghi comuni che caratterizzano
il genere (carcerario): il "direttore" sadico (Elisa), il carcerato brutale
(Cesare), quello che cerca scampo nella fede (Buddha), la minaccia della
violenza, la cella di isolamento. Esemplare del genere, declinato dentro il
fantastico, è la sequenza iniziale, in cui il San Giorgio di Wilson, come
Eastwood in Fuga da Alcatraz, viene condotto nel penitenziario di massima
sicurezza ammanettato, denudato, ¿scongelato¿, scrutato e gettato in una
cella.
Wilson è un corpo passivo e silenzioso che non pronuncia una sola parola né
esplode mai in un gesto di ribellione. È l'incarnazione dell'importanza del
perdono, della riappropriazione delle relazioni umane e dell'amore per il
prossimo dentro uno spazio alieno, un luogo d'esilio orbitante. Contro i
vortici magmatici del pianeta Dante, San Giorgio rivela la verità lanciato
verso l'ignoto accecante e la noia cosmica.
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