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Chi nasce
tondo...
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Regia |
Alessandro Valori |
| Attori |
Valerio Mastandrea
Raffaele Vannoli
Sandra Milo
Glauco Onorato
Regina Orioli
Anna Longhi
Corrado Fortuna
Tiberio Murgia |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
90 |
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Trama |
Chi
nasce tondo¿non muore quadrato. È così per nonna Italia che, dopo una vita
di furtarelli e gite in carcere, ¿evade¿ anche dall'ospizio per anziani, non
senza aver ripulito la cassaforte della direzione. Il nipote Mario deve
ritrovarla al più presto, ne vanno del suo imminente matrimonio con Flaminia
e del suo posto di lavoro nella ditta di antifurti del futuro suocero; ma da
solo non può farcela, ha bisogno dell'aiuto del cugino Righetto, cialtrone
nullafacente che affitta a peso d'oro appartamenti occupati e fatiscenti.
Insieme, i due seguiranno le tracce della nonna in un percorso a ritroso
nella loro infanzia e in una Roma dal sapore antico, dove Padre Ignazio
assolve i furti per fame e Anna Tre Culi insegna alle sue ragazze come
divenire generose consolatrici sociali.
Protagonisti, prima che del film, della cultura romana giovanile, Valerio
Mastandrea e Raffaele Vannoli sono assistiti ¿ o forse guidati- da una
schiera di grandi attori in piccoli ruoli, come Sandra Milo e Tiberio Murgia,
rappresentanti della Roma ¿degli spiriti¿, niente di meno che del cinema di
Fellini e Totò. Per questo Chi nasce tondo¿ è un film piacevolmente corale,
dove ognuno vuol dire la sua e, anche se parla romanesco stretto, sa farsi
capire bene.
Nato da un progetto mirato a coinvolgere nella realizzazione di un film gli
studenti dei licei romani, ha raggiunto uno statuto assolutamente autonomo e
può vantare i pregi e l'orgoglio dell'indipendenza, per il calibro degli
attori e per il mix di ricerca e arte di arrangiarsi, tanto in ambito
stilistico (gli inserti in Super 8 come sottotraccia emotiva) che
tecnologico (le riprese in digitale pensate per una proiezione in digitale,
all'insegna del basso budget).
Modesto ma curato, colorito ma mai offensivo, nell'ottica di un neorealismo
amaro, un poco disilluso e fuori tempo massimo, il film riesce a far grande,
con la lente del cinema e dell'umanità di sguardo, la gente piccola e
miserabile, e a ridere di ciò che solitamente la società nasconde sotto il
tappeto.
Il regista Alessandro Valori, alla seconda prova nel lungometraggio dopo
Radio West, passa dal dramma alla commedia che sdrammatizza, rimanendo
fedele ad un'idea di regia che privilegia la cattura di ciò che accade sul
set, ovvero del ¿momento¿, sull'esercizio di stile o di grande richiamo.
Definito da un attore coinvolto ¿un acquerello romano, anzi, una tempera a
tinte forti della Roma che non c'è più¿, Chi nasce tondo¿ è un componimento
"malincomico" e grottesco, visitato, fortunatamente, dal buonumore e da un
tocco di poesia vernacolare.
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Cover
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