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Cardiofitness
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Regia |
Fabio Tagliavia |
| Attori |
Daniele De Angelis
Fabio Troiano
Federico Costantini
Giulia Bevilacqua
Nicoletta Romanoff
Sarah Felberbaum |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
82 |
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Trama |
Stefania ha ventisettte anni, Stefano quindici. S'incontrano in palestra.
Lei è sognatrice, sensualmente tra le nuvole, vivacemente alla ricerca di
una strada sulla quale incanalare la sua vita sulla soglia dell'età adulta.
Lui è silenzioso, timido e maturo, con i piedi ben saldi per terra. Contro
ogni legge di una presunta "normalità" i due s'innamorano follemente,
disposti a rischiare tutto pur di dimostrare la forza e la veridicità del
loro amore.
Opera prima per il regista Fabio Tagliavia, che ha preso le mosse
dall'omonimo romanzo di Alessandra Montrucchio. Un film lieve e spontaneo
che ha il coraggio di parlare in modo schietto, genuino e naturale di un
amore scomodo, facendolo con un'onestà intellettuale totale. Con un ritmo
sempre sostenuto e una regia che ogni tanto appare timida ma che poi nei
momenti di rilievo si fa interlocutore fondamentale, il film è una commedia
piacevole, senza per questo volersi capolavoro o novità assoluta.
A dare realmente un valore aggiunto al film il cast, che regala freschezza e
sincerità in ogni momento, anche quando, forse a causa di una sceneggiatura
a tratti eccessivamente fuori dalle righe, sembra aggiungere toni e colori
non necessari; il trio femminile ha le reali intonazioni dell'affiatamento
dell'amicizia: Nicoletta Romanoff, nei panni di Stefania, è libera e
spontanea (molto più di quanto non lo fosse stata nella giù buona prova nel
mucciniano Ricordati di me), mentre Giulia Bevilacqua e Sara Felberbaum
reggono perfettamente il ruolo delle co-protagoniste, sempre pronte alla
battuta di rimbalzo. A indossare le vesti di Stefano l'esordiente Federico
Costantini, forse la miglior sorpresa del film: con l'aria sempre un po'
spaesata, forse voluta o forse no, regala al film l'ultimo tocco di
giovinezza, non solo anagrafica ma anche e soprattutto artistica.
Sebbene inizialmente i ritmi e le dinamiche televisive, che ormai
compromettono tanto cinema italiano, sembrano cercare di prevalere, il
regista riesce a tenerle sotto controllo, creando un'opera in cui si
assapora un cinema candido e disinvolto.
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