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Away from Her
Lontano da lei
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Regia |
Sarah Polley |
| Attori |
Julie Christie
Michael Murphy
Gordon Pinsent
Olympia Dukakis
Kristen Thomson
Wendy Crewson
Alberta Watson
Thomas Hauff |
| Paese,
Anno |
Canada - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
110 |
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Trama |
Sposati da 50 anni, Grant e Fiona sembrano ancora molto legati l'un l'altra
e la loro vita quotidiana è piena di tenerezza e umorismo. La loro serenità
sembra vacillare solo in conseguenza degli occasionali e attentamente
limitati riferimenti al passato, che sembrano far trapelare che forse il
loro matrimonio non è stato solo rose e fiori. La tendenza di Fiona a
riferirsi sempre più spesso al passato, oltre alla sua perdita di memoria
più evidente ogni giorno che passa, creano una tensione che viene però
generalmente dissipata facilmente dall¿uno o dall¿altra. Quando i vuoti di
memoria diventano più lampanti e drammatici, nessuno dei due può ignorare
che Fiona sia stata colpita dal morbo d'Alzheimer. A quel punto Grant, che
teme che la vita di Fiona sia in serio pericolo, intraprende quello che sarà
un autentico viaggio d¿abnegazione per permettere alla moglie di essere
felice per l'ultima volta.
È indubbiamente un film molto poetico, dai tratti delicati eppure forti,
quello che ci propone alla sua prima esperienza Sarah Polley, la regia si
rivela inaspettatamente oculata nel dosare luci sapienti, fotografia
accurata, colori minimal eppure sempre accuratamente necessari. Le scelte
d'immagini raccontano e riassumono l'intera trama, spesso e volentieri, sia
nelle immagini della sciata iniziale e di quelle successive, sia in una
malattia terribile, che i protagonisti tentano disperatamente di chiudere in
un cassetto, come una vecchia padella.
Con un intelligente dosaggio di flashback, salti in avanti e all'indietro,
conditi dall'uso di pellicola d¿epoca e di effetti anticati là dove serve,
Polley è in grado di disegnare il lieve e terribile ritratto della
solitudine della mente che ci abbandona, insieme all'amore, e di lasciare
senza fiato e rapito dall'immenso dolore lo spettatore senza però stordirlo
a morte.
Di certo la scelta per interpretare il difficile ruolo di Fiona non poteva
che cadere su Julie Christie, impeccabile in un ruolo che incorona la sua
bellezza senza età e che trae dagli sguardi intensi assai di più di quanto
le parole stesse, accuratamente doppiate, possano dire.
Alice Munro ha fatto un reale capolavoro, traendo da un suo breve racconto
questa bella sceneggiatura, curandone i dialoghi ed amandone i contenuti,
tanto che molti, dopo la visione, non potranno non correre a leggere i
numerosi testi citati, tra cui "Lettere dall¿Islanda", per provare le
medesime sensazioni.
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Cover
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