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Asterix alle Olimpiadi
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Regia |
Frédéric Forestier, Thomas
Langmann |
| Attori |
Clovis Cornillac
Gérard Depardieu
Alain Delon
Stéphane Rousseau
Vanessa Hessler
Zinedine Zidane
Michael Schumacher
Adriana Karembeu
Luca Bizzarri
Jean Todt |
| Paese,
Anno |
Francia - 2008 |
| Genere |
Avventura |
| Durata
(Minuti) |
117 |
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Trama |
Il giovane gallo Alafolix è innamorato della principessa greca Irina che
però è stata promessa in sposa al figlio di Cesare, Bruto. Decisa a non
unirsi in matrimonio con un buzzurro e colpita nel profondo dalle romantiche
lettere d'amore del gallo, Irina propone di sposare colui che vincerà le
Olimpiadi. La missione di Asterix e Obelix sarà quella di portare Alafolix
sul podio e smascherare lo sleale Bruto, che giocherà sporco pur di ottenere
la vittoria e la mano della principessa.
Frédéric Forestier e Thomas Langmann scelgono la puntata più
"cinematografica" della serie a fumetti francese per trasformarla in un
kolossal moderno, ricco di effetti speciali (alquanto ridondanti e irreali),
che strizza l'occhio ai grandi colossi hollywoodiani. Non paghi
dell'accoppiata da Oscar Depardieu/Delon, i due registi fanno ricorso a una
serie di allusioni al cinema e all'attualità (sfruttando gli sportivi
Michael Schumacher e l'inseparabile Jean Todt, Amélie Mauresmo, Tony Parker
e Zinédine Zidane) per svecchiare il materiale originale con continui
rimandi alla nostra epoca. Il Cesare di Delon è un generale vanesio che
passa il tempo ad ammirarsi allo specchio e si fa chiamare JC, come se fosse
un rapper in costume.
Nel ritrarre il dittatore romano l'attore sfodera una buona dose di
autoironia quando, sulle note di Morricone, afferma la sua immortalità da
«gattopardo che non deve niente né a Rocco, né ai suoi fratelli né al clan
dei siciliani». Nella stessa maniera, anche l'Obelix di Depardieu si
improvvisa Cyrano de Bergerac dettando parole d'amore al meno dotato in
romanticismo Alafolix. Tuttavia, nonostante queste trovate offrano momenti
di sano intrattenimento, la sceneggiatura si rivela sin troppo semplicistica
e, dimentica di quella tagliente satira sociale che René Goscinny e Albert
Uderzo erano riusciti a ricreare su carta, finisce per risultare prolissa e
fine a se stessa. Un vero peccato perché da un film in cui compaiono due
leggende del cinema internazionale ci si aspettava qualcosa in più.
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