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All'amore assente
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Regia |
Andrea Adriatico |
| Attori |
Massimo Poggio
Francesca D’Aloja
Milena Vukotic
Corso Salani
Ilaria Avanzi
Maurizio Patella
Tonino Valerii
Eva Robin's
Francesca Ballico
Patrizia Bernardi
Daniela Camboni |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
98 |
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Trama |
Andres Carrera scrive efficaci discorsi politici per convincere
indifferentemente l'elettorato dell'uno o dell'altro partito. Durante un
comizio elettorale, bagnato e battuto dalla pioggia, Andres sale in macchina
e sparisce nel nulla, abbandonando una madre malata, un padre confuso e una
moglie incinta. Un investigatore indaga sulla misteriosa sparizione, vivendo
nella casa di Andres e vivendo la sua vita. Forse Andres non è andato
lontano e quello che sta cercando e quello su cui sta investigando è il suo
sé autentico.
Il cinema italiano, almeno quello degli ultimi dieci anni, si divide in due
categorie: il prodotto di una società che non vede se stessa fino a
rimuovere il reale e quello che riproduce la realtà in maniera puntuale. Un
conto però è il realismo e un altro è la duplicazione pura e semplice delle
cose. L'impressione per chi guarda è che la cultura cinematografica italiana
non abbia alcuna attitudine ad immaginare.
Andrea Adriatico e il suo All'amore assente sono in questo senso
un'eccezione perché nel film la duplicazione del reale viene meno, a favore
di uno sguardo simbolico capace di rovesciare l'apparenza sensibile e
concepire uno spazio altro da sperimentare. L'Andres "assente" è di fatto un
uomo sdoppiato, è colui che cerca ed è il cercato, è il committente
investito e poi sollevato dall'incarico di ritrovare il proprio io e un modo
più autentico di comunicare. Perché il protagonista è un ghost writer che
usa e redige il linguaggio politico, quasi sempre contorto, oscuro e
allusivo. Un linguaggio retorico, artificioso e vuoto, atto a persuadere
l'ascoltatore invece di chiarire gli intendimenti dell'oratore politico. A
questo punto personaggio e autore si interrogano sulle ragioni culturali che
spingono il politico ad esprimere un pensiero senza palesarlo o a celare
un¿informazione al proprio destinatario. Pur denunciando e smascherando
l'antidemocraticità del discorso politico, che scavalca il cittadino e gli
sottrae ogni criterio di consenso o di dissenso, Adriatico ripiega sul
disagio morale e umano dell'individuo e sul contributo del singolo
all'educazione politica.
Il regista rifiuta il realismo o la "ri-visitazione" del già conosciuto,
svuotando i modelli standard della rappresentazione, mettendo in crisi le
certezze oggettive e la riconoscibile riproduzione del reale. Sperimentando
l'alterità, anche sessuale, Andres Carrera approda ad una verità oggettiva
che sblocca .
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Cover
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