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Alexandra
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Regia |
Aleksandr Sokurov |
| Attori |
Galina Vishnevskaya
Vasily Shevtsov
Raisa Gichaeva
Andrei Bogdanov
Alexander Kladko
Aleksei Nejmyshev
Rustam Shahgireev
Evgeni Tkachuk |
| Paese,
Anno |
Russia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
92 |
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Trama |
Cecenia. Ai nostri giorni. Aleksandra Nikolaevna è una nonna che ha chiesto
e ottenuto l'autorizzazione per andare a visitare il nipote che presta
servizio nell'esercito russo in azione in quella Repubblica dell'ex Unione
Sovietica. Passerà alcuni giorni con le truppe scoprendo un nuovo mondo
composto da giovani uomini che si trovano in una terra che non li ama e i
cui abitanti sono comunque così riservati da non riuscire a comunicare i
propri veri sentimenti. Alexandra riuscirà a trovare un modo per entrare in
contatto con alcune donne e, al momento di ripartire, sarà una persona molto
diversa quella che salirà sul treno che la riporta in Russia.
Alexandre Soukurov è uno dei pochi grandi autori russi che sono riusciti a
sopravvivere a quel vero e proprio tsunami di cinema commerciale occidentale
che ha travolto l'Est europeo in seguito alla caduta dei regimi socialisti.
In questa sua ultima opera in cui, come ha già fatto anche in passato, si
allontana dalle figure dei grandi dittatori del XX secolo per tracciare
ritratti di vite comuni, Sokurov trova una mirabile sintesi narrativa. Il
suo è stato finora considerato un cinema di elite, difficile, lento, per
intellettuali cinefili all'ennesima potenza. In Alexandra troviamo invece
uno sguardo che sa andare nell'intimo del rapporto tra esseri umani messi a
confronto con se stessi ma anche con la Storia del loro Paese e con la loro
cultura.
In questa nonna che si chiama con lo stesso nome del regista troviamo un
personaggio altero, carico di consapevolezza di sé che progressivamente si
stempera in umanità dinanzi a quei volti di ragazzi di leva mandati a fare
da cani da guardia lontano da casa. La guerra non viene mostrata per una
scelta etica nei film di Sokurov e non per nascondere (come qualcuno
potrebbe pensare in questo caso) le uccisioni di civili compiute dai russi
in Cecenia. Non è necessario vedere uccisioni o massacri per cogliere la
sofferenza che circonda questo mondo. Dall'una e dall'altra parte. La si
legge nei volti delle donne al mercato, con una delle quali la protagonista
(una splendida Galina Vishnevskaya vera e propria gloria vivente della
lirica russa) stringe un'amicizia che spera di prolungarsi nel futuro. Così
come la si legge negli sguardi e nei gesti pudichi dei soldati nei confronti
di una nonna che vorrebbero per sé. Alla ricerca forse di una figura
doppiamente materna che finisce con il rappresentare una Madre Russia troppo
lontana. Non solo geograficamente.
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