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Agente Smart
Casino totale
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Regia |
Peter Segal |
| Attori |
Steve Carell
Anne Hathaway
The Rock
Alan Arkin
Terence Stamp
Masi Oka
Terry Crews
David Koechner
Ken Davitian
Nate Torrence |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
110 |
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Trama |
Maxwell Smart è un eccellente analista al servizio della Control, un'agenzia
segreta di spionaggio USA. Smart è impaziente di lasciare la scrivania per
diventare un agente operativo con un numero per nome. L'occasione si
presenta quando il quartier generale dell'agenzia viene messo sotto assedio
da un'organizzazione criminale (KAOS) e l'identità dei suoi agenti
compromessa. Servono volti nuovi a cui affidare una pericolosa missione:
stanare i membri di KAOS e rendere inoffensivi i loro attacchi terroristici.
Smart viene iniziato su campo dall'incantevole agente 99, che ha preservato
l'identità e la vita con una plastica facciale.
L'esperienza e il fascino letale di 99 congiunti all'inesauribile entusiasmo
di 86, alias Smart, avranno la meglio su bombe, attentati, complotti e
cattivi musicofili.
Il modello di riferimento dell'agente segreto, mitizzato e diventato
l'archetipo dello spy movie e del nuovo cinema d'azione, è stato impiegato
anche come fonte ispiratrice di numerose pellicole parodistiche. Accanto
alla saga in tre capitoli di Austin Powers non si può non ricordare quella
che ha visto come protagonisti i comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia,
ultimo grande esempio di tradizione dell'avanspettacolo prestata al cinema
(Due mafiosi contro Goldginger, 1965 o Le spie vengono dal semifreddo,
1966), o quella del James Tont siciliano e sessuomane di Lando Buzzanca (James
Tont operazione U.N.O e James Tont operazione D.U.E, entrambi del '65).
Dialogando con il testo di partenza, il filone parodico riconfigura
comicamente l'immaginario popolare dell'eroe bondiano.
L'Agente Smart Casino Totale di Peter Segal allo stesso modo rimaneggia la
nota sit-com di Mel Brooks e Buck Henry, ricontestualizzandola e
aggiornandola alla situazione storico-culturale contemporanea. Spazzato via
il contesto della Guerra Fredda, anticomunista e prepotentemente
filobritannico, il "paesaggio" messo in scena da Segal è quello post-undici
settembre: un paese governato da un presidente idiota assimilabile a Bush
(spedito in Florida a leggere favole ai bambini di una scuola elementare) e
assediato da terroristi che armano bombe da esplodere nell'agglomerato
urbano. L'agente Smart di Don Adams viene sostituito dalla maschera comica
di Steve Carell, un gentlemen corredato di gadget tecnologici e smoking con
bottoni.
Diversamente da Bond, figura genitoriale e fondativa, l'agente segreto 86 è
lontano dall'essere maschilista e misogino. Ex analista ciccione, Smart ha
perso molti chili e ha guadagnato la "licenza di uccidere" accanto
all'agente 99, la bellissima Anne Hathaway che non asseconderà mai il
desiderio misogino dei colleghi, né tanto meno subirà il destino di
infelicità e di morte delle Bond-girls.
Peter Segal interroga intelligentemente il genere spionistico alla ricerca
della qualità e del successo di pubblico, producendo un discorso parodico,
che non assume sempre e soltanto caratteristiche di trasgressione ma
costituisce pure un atto d'amore verso la forma di genere presa a bersaglio.
Riconversione comica della classe virile di James Bond, Steve Carell è un
attore che lavora in sottrazione, rigettando l'esagerazione per la sobrietà
e la sfumatura. Mai plateale, la sua comicità chiama sempre in causa
l'attenzione e l'intelligenza dello spettatore. Il suo agente Smart è un
eroe positivo e magnificamente inadeguato che indossa un "abito elegante"
sempre un po' troppo stretto o un po' troppo corto, decisamente "strappato",
mai troppo giusto.
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