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3ciento
Chi l'ha duro... la vince
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Regia |
Jason Friedberg, Aaron Seltzer |
| Attori |
Sean Maguire
Carmen Electra
Diedrich Bader
John Di Domenico
Greg Ellis
Martin Klebba
Jenny Robinson
Emily Wilson
Ken Davitian
Kevin Sorbo |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
84 |
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Trama |
Grecia, 480 A.C. Il re spartano Leonida rifiuta di annettere Sparta al già
immenso impero persiano. Consultato l'oracolo e contro il parere degli
efori, partirà con trecento opliti dal muscolo epico alla volta dello
stretto passo delle Termopili. In una lotta impari affronterà lo smisurato
esercito di Serse.
L'evento bellico è noto, così lo tramandano e lo riferiscono il classico
Erodoto, il grafico Frank Miller e il regista pop(paro) Zac Snyder. Il
soggetto resta invariato anche nella versione demenziale dei registi Jason
Friedberg e Aaron Seltzer, che questa volta non si limitano al compito
esclusivo di (ri)produrre l'antologia delle scene più rappresentative della
passata stagione.
Impacchettato in soli ottantaquattro minuti, 3ciento - Chi l'ha duro¿ La
vince! è la parodia agghiacciante del (già) cult movie 300, di cui è
sberleffo patetico e mai crudele. Perché la parodia dovrebbe essere in grado
di gettare luce sul testo originale preso a bersaglio e non esaurirsi in una
serie più o meno riuscita di gag desunte dal modello in questione.
Meet the Spartans (questo è il titolo originale), limitandosi a "scolpire" i
corpi e a moltiplicarli col blue screen, ovvero con lo sfondo virtuale, non
spiega niente dei modelli che parodizza e si presenta come luogo della
conservazione di fronte a un modello decisamente più sovversivo.
L'ideologia "oltraggiosa" dell'originale, Leonida come ultimo ed eterna
sentinella yankee della "frontiera", e la bellezza figurativa vengono
ribaltate in maniera elementare e condite (abbondantemente) con l'elemento
scatologico. 3ciento è un film in cui i soldati spartani sono "checche"
sfacciate e represse e la loro regina una "sgualdrina" arrapata e
disponibile; siamo insomma al livello primitivo dei ribaltamenti. Le
situazioni sono prevedibili e la denuncia del trash televisivo è fuori tempo
massimo.
Se è vero che la parodia cinematografica è parte attiva nei processi di
definizione del gusto di un'epoca storica, allora questi sono davvero tempi
"duri", in cui assistiamo basiti a gallerie di pallidi epigoni (Rocky, James
Bond, Shrek), a una progressione drammatica debole e a monologhi comici nati
già vecchi. L'orizzonte della risata, per il momento, non muta.
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