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300
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Regia |
Zack Snyder |
| Attori |
Andrew Pleavin
David Wenham
Dominic West
Gerard Butler
Lena Headey
Michael Fassbender
Rodrigo Santoro
Sienna Miller
Tom Wisdom
Vincent Regan |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Storico |
| Durata
(Minuti) |
117 |
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Trama |
Correva l'anno 1995 e sulla prima pagina dell'albo “Sin City: The Big Fat
Kill” di Frank Miller compariva Leonida, il re spartano stretto nella gola
delle Termopili a ‘fare muro' contro un'orda di Persiani in rapporto
‘centomila a uno'. Si trattava di un flash forward di una storia che sarebbe
stata pubblicata in 5 albi mensili a partire dal maggio 1998 ma che risaliva
a un ricordo cinematografico del Miller bambino che nel 1962 aveva visto il
film The 300 Spartans scoprendo un nuovo volto dell'eroe: quello di chi
muore per difendere un ideale.
Un autore di culto del fumetto che trova nuovamente la strada del cinema
dopo il successo di Sin City non può che ottenere un'accoglienza favorevole
da parte degli appassionati. A questo punto il critico cinematografico
dovrebbe ritirarsi in buon ordine per lasciare spazio all'esperto di
settore. Non ci si può però esimere dall'esprimere un parere sulla
differenza dei mezzi di comunicazione utilizzati. Se con il fumetto il
lettore ha un ruolo ‘attivo' (si sofferma a piacimento sulle tavole,
prosegue rapidamente nella lettura, torna indietro, si ferma…) in sala (in
attesa dell'edizione in dvd) tutto ciò non accade. Ci si trova così di
fronte a un film in cui gli eroi supermacho (sei settimane intensive di
palestra per tutti) fanno in pezzi il ricordo di qualsiasi Conan. Difendono
la civiltà e quindi, da uomini tutti di un pezzo contrapposti a mostri, gay
sovradimensionati (Serse) e maschere crudeli non possono che odiare e
combattere decidendo che “no retreat no surrender” diventi la loro linea di
condotta.
Nella struttura complessiva 300 si presenta come un film decisamente ‘avanti',
una sorta di asticella del salto in alto posizionata oltre i limiti finora
pensabili al cinema (anche se con la frustrazione di chi nelle scene di
battaglia sente di trovarsi dinanzi a un videogioco particolarmente
sofisticato senza poter intervenire schiacciando pulsanti). Se ci si ferma
qui quindi tutto funziona: è un 'gioco' realizzato ad alto livello
qualitativo. Se si pensa però che mentre esce questo film un conservatore
illuminato come Clint Eastwood ci sta raccontando con Flags of Our Fathers
prima e Lettere da Iwo Jima poi come di qua e di là dalla linea del fronte
(ovunque questa sia stata tracciata nel tempo e nello spazio) ci sono degli
uomini e non delle macchine di morte, allora il discorso cambia. Woody Allen
diceva che quando ascoltava Wagner gli veniva voglia di invadere la Polonia.
Vedendo 300 può venir voglia di invadere l'Iran (che una volta si chiamava
Persia per chi non lo ricordasse).
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