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2 giorni a
Parigi
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Regia |
Julie Delpy |
| Attori |
Julie Delpy
Adam Goldberg
Albert Delpy
Marie Pillet
Adan Jodorowsky
Aleksia Landeau
Daniel Brühl |
| Paese,
Anno |
Francia, Germania - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
96 |
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Trama |
Marion è parigina. Jack americano. Vivono insieme da tempo a New York ma,
dopo la vacanza che sognavano a Venezia, si fermano due giorni a Parigi per
recuperare il gatto di lei e per far conoscere a lui la città e la famiglia
di Marion. Quello che Jack conoscerà sarà una compagna molto più complessa
di quanto lui potesse pensare e forse accettare. Per quanto progressista e
capace di dare indicazioni sbagliate a compatriote decisamente a favore di
Bush è troppo distante da questa 'vecchia Europa' che vive ancora dei miti
del ¿68 (la madre di Marion ha avuto addirittura una breve relazione con Jim
Morrison ai bei tempi) e che gioca ancora, nonostante l'AIDS, con sesso e
sentimenti.
Julie Delpy (dopo la collaborazione come attrice e cosceneggiatrice al
delizioso Prima del tramonto di Richard Linklater che faceva ritrovare il
suo personaggio con quello di Ethan Hawke a dieci anni di distanza da Prima
dell¿alba) torna a giocare le sue carte nella sua seconda prova con un
lungometraggio. Si può tranquillamente affermare che con questo film ci ha
offerto un film maturo nella sua leggerezza grazie a una sceneggiatura che
tiene per tutta la durata del film (tranne forse, ma è questione di gusti,
nel finale) e all¿interpretazione dei due protagonisti. Il confronto tra
Francia e Stati Uniti continua ma questa volta non si tratta di polemica più
o meno politica. Come ha sottolineato con grande acutezza Henry-Bernard Levy
nel suo brillante saggio "American Vertigo" gli stereotipi in materia
abbondano. È però necessario conoscere le persone reali. Questo non serve a
edulcorare le differenze di visione del mondo e della vita quotidiana ma le
rende fragili e contraddittorie su entrambi i versanti. Se Jack fa fatica a
comprendere Parigi (complice anche la non conoscenza del francese) il
'ritorno a casa' mette a nudo per Marion quel fondo di puritanesimo, per
quanto inserito in un contesto libertario, che Jack non si toglierà mai di
dosso. Non si tratta quindi solo di cibo o di un anziano padre tutto istinto
e seduttività ma di due culture. Tutto questo Delpy ce lo dice sorridendo ma
quanto spessore c'e¿ sotto questa leggerezza di scrittura! Lo fa poi
tornando sul luogo del delitto perché la sua abitazione parigina se non è la
stessa assomiglia moltissimo a quella utilizzata per Prima del tramonto. In
quel caso si trattava di un Rohmer riletto da un americano. Qui di
un'America vista (con una maculopatia simbolica) da una francese che l'ama
nonostante i difetti reciproci.
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