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10 cose di noi
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Regia |
Brad Silberling |
| Attori |
Morgan Freeman
Paz Vega |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
82 |
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Trama |
Sono tre anni che il telefono di una nota star hollywoodiana non squilla,
tre anni che attende invano di tornare sotto i riflettori. L'occasione
arriva con un film indipendente a basso budget ambientato in un
supermercato. L'artista in disarmo, indeciso se accettare o meno la parte,
fa un sopralluogo per osservare da vicino i comportamenti del personale e
degli acquirenti. Colpito dal carattere determinato di Scarlet, una cassiera
latina che occupa e "presidia" la "cassa amica" (massimo dieci pezzi),
l'attore è deciso a farne una "protagonista". Trucco, costume, portamento e
recitazione sono alcune delle cose che Scarlet imparerà per superare un
colloquio di lavoro e la paura di non essere all'altezza della vita.
Il lavoro è uno dei nodi decisivi della nostra società, un "male necessario"
per vivere o emergere socialmente. Per questa ragione quando si affronta
l'argomento dei "mestieri" ci si lascia spesso prendere la mano da una certa
retorica e un certo moralismo. La piccolissima (soltanto ottantadue minuti)
ma preziosa commedia di Brad Silberling supera questi limiti e tenta
un'interpretazione approfondita del mondo del lavoro e delle sue relative
implicazioni umane e sociali. Girato nei supermercati, negli autolavaggi o
nei drugstore di Carson, sobborgo multietnico di Los Angeles, 10 cose di noi
(il titolo originale si riferisce alla cassa dei supermercati che "batte"
fino a dieci pezzi) incontra e confronta un attore che ha trovato fama e
successo e una cassiera sull'orlo di una crisi di nervi, che alla
sopravvivenza ha sacrificato esigenze e aspirazioni personali.
Archiviati i suoi angeli caduti (La città degli angeli), Silberling questa
volta mette in scena direttamente il cinema, registrando gli effetti che la
società dell'illusione, incarnata dal divo "a riposo" di Morgan Freeman,
determina irrompendo quasi per caso nella vita reale. Una vita ordinaria
quella di Scarlet, che come la finzione l'attore vuole organizzare con un
inizio, uno svolgimento e una conclusione. Ma allo stesso tempo l'esuberante
cassiera, i commessi, gli uomini dell'autolavaggio, gli impiegati e ogni
altro lavoratore "drammatizzato" rappresentano l'intelaiatura di sostegno
della parte: i segni fisici, i gesti, gli atteggiamenti e le espressioni con
cui l'attore-Freeman costruisce su di sé l'immagine del personaggio,
nascondendo agli occhi dello spettatore tutto quello che è estraneo alla
figura da rappresentare.
Eppure quell'immagine fantastica che Morgan Freeman si è costruito nella
mente per 10 cose di noi rivela magnificamente la fisionomia naturale e le
abitudini che l'attore ha trascinato tutta la vita fuori dalla scena. Un
grande interprete che non si guarda dentro alla ricerca di presunte emozioni
ma si rivolge all'esterno, tenendo gli occhi ben aperti sul mondo .
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