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-2
Livello del terrore
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Regia |
Franck Khalfoun |
| Attori |
Wes Bentley
Rachel Nichols
Grace Lynn Kung
Paul Sun-Hyung Lee
Simon Reynolds |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Horror |
| Durata
(Minuti) |
98 |
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Trama |
Angela Bridges è una giovane donna in carriera. Ambiziosa e diligente, è
l'ultima a lasciare l'ufficio anche la sera della vigilia di Natale.
Raggiunto il parcheggio sotterraneo dell'azienda e accortasi dell'auto in
avaria, chiede inutilmente aiuto a un addetto alla sicurezza: la macchina
non parte. Rifiutando l'invito del ragazzo a partecipare alla sua modesta
cena natalizia, Angela si congeda e chiama un taxi. Accortasi molto presto
di non poter uscire dall'edificio, cerca invano e disperatamente aiuto. Sarà
l'inizio di una lunga vigilia di paura.
A chi ama fare gli straordinari non può che accadere qualcosa di
straordinariamente mostruoso, come passare la notte della vigilia di Natale
con uno psicopatico voyeur, che ha però il bel sembiante di Wes Bentley.
L'ex ballerino Franck Khalfoun ha appeso le scarpette al chiodo e ha
lasciato le tavole del palcoscenico per la macchina da presa, con risultati
inquietanti quanto il suo misurato massacre movie.
La storia è nota: l'eroina di turno viene proiettata all'interno di un mondo
deformato e totalmente claustrofobico (nello specifico un garage aziendale),
dove non c'è davvero nessuna possibilità di raggiungere la salvezza
ricollegandosi con l'esterno. Minacciata dal folle di turno, la protagonista
diventa carne da macello e l'attrice mera pedina del gioco al massacro del
realizzatore. La soluzione, altrettanto risaputa, è servita in salsa
natalizia: la vittima, completamente isolata dal mondo "civile" (i
marciapiedi di New York), trova dentro di sé la brutalità necessaria per
fronteggiare il suo avversario, accompagnato da cane ringhioso.
- 2 - Livello del terrore è una confusa variante dell'horror, dai forti
elementi realistici, che non disdegna qua e là lo splatter (l'assassinio del
collega "cascamorto"), che sa di déjà-vu e insinua il probabile nella
situazione reale e quotidiana. Non c'è un sottotesto filosoficamente
impegnato nel film di Khalfoun, non c'è una nuova e originale declinazione
dell'horror e l'elemento perturbante si colloca all'interno di una
codificazione convenzionale dell'immaginario dei protagonisti. Siamo dalle
parti dell'essere umano tangibile, in carne ed ossa, che non nasce dal
delirio grottesco o dallo spiritualismo satanico.
Niente mostri, niente cavernicoli ciechi o piante carnivore, niente vampiri
o fantasmi ma solo una variante del probabile anche se è l'ultima ipotesi
possibile: un guardiano notturno che legge Ernest Hemingway e vorrebbe
sangue e compagnia la notte di Natale. Un horror-thriller dimenticabile,
dedicato agli stakanovisti.
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